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La leggenda la vuole sorta sulle rovine di un tempio pagano dedicato a Giove Massimo, è intitolata alla Beata Vergine della Purificazione ed è ubicata sull’altura più elevata del centro abitato, in prossimità del castello, dove già sorgeva una piccola abbazia e la primitiva chiesa di S. Maria citate in antiche carte del secolo IX.
L’edificio, che assunse il privilegio parrocchiale
nel 1585, in seguito all’inagibilità dell’antica
chiesa di S. Michele, era originariamente costituito da una
sola navata. Con interventi di ampliamento avvenuti a partire
dal 1746, le navate divennero tre.
Nelle cappelle laterali sono situati altari lignei e marmorei
di epoca barocca. Di particolare rilievo la cappella viscontea
dedicata a S. Agnese, patrona del casato, in cui si possono
ammirare affreschi cinquecenteschi.
Sul muro esterno e nel portico della casa parrocchiale sono
visibili alcune lapidi sepolcrali appartenute a membri della
famiglia Visconti.
Il vecchio campanile, che un tempo interrompeva la navata
settentrionale, venne demolito e ricostruito nel 1932 esternamente
alla chiesa, sul lato Sud.
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Una
veduta della chiesa e del campanile |
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La
volta della cappella viscontea
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Le antiche lapidi tombali dei Visconti
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